L'Abruzzo
il gioiello nascosto

Il Territorio 2019-09-26T15:39:36+00:00

Il territorio

L’Abruzzo si estende dal cuore dell’Appennino al mare Adriatico,
su un territorio prevalentemente montuoso e selvaggio.

E’ una terra ricca di fascino e di storia, tra piccoli borghi dell’entroterra,
suggestivi eremi, monasteri e castelli.

La pregiata offerta enogastronomica
e il relativamente minore sfruttamento turistico
ne fanno un gioiello nascosto, tutto da scoprire

Il borgo: Loreto Aprutino

Incastonata come un diamante tra la costa pescarese e il Gran Sasso, Loreto Aprutino è una cittadina d’arte , di grande storia e di notevole spessore culturale, tra le più belle D’Abruzzo.
Inizialmente nota solo come Lauretum per la sua vicinanza a boschi di allori (lauri), in seguito acquisisce l’aggettivo Aprutium, forma dotta di Abruzzo, che ne completa il nome della struttura oggi conosciuta, si erge suggestiva nell’antica terra dei Vestini, sulla sommità di un colle a 307m slm, tra immense distese di uliveti.
Il suo centro storico conserva intatta la propria fisionomia storico- architettonica e il caratteristico aspetto medioevale di case e palazzi stretti intorno al Castello e si mostra, a chi arriva in paese dalla statale 151, in modo scenografico e di grande impatto emotivo con la policromia delle facciate delle case e l’ocra del mattone.

Campo Imperatore

Il nobile e rude Gran Sasso con il suo chiaro calcare domina gli Appennini; appena sotto la parete nord del Corno Grande troviamo il Calderone, l’unico ghiacciaio dell’Appennino e il più meridionale d’Europa.
A sud del massiccio si estende la sconfinata piana di Campo Imperatore, posta a 1800 metri di altitudine. I Monti della Laga sono ricchi di sorgenti, corsi d’acqua e foreste. La Majella, legata al massiccio del Morrone, domina il paesaggio abruzzese innalzandosi tra il mare e la catena appenninica; da tempo immemorabile essa rappresenta per gli abruzzesi la montagna madre. Tra i monti e il mare, il paesaggio collinare porta evidenti segni della sua continua evoluzione nello scivolare a valle dell’argilla, dove i calanchi incidono le rotondità dell’orizzonte.
Campo Imperatore è un immenso altopiano carsico (oltre 15 km. di lunghezza e 5 di larghezza), da molti paragonato ad un “piccolo Tibet”.
E’ situato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nel cuore del massiccio montuoso più alto della catena appenninica, ad una altitudine che va da un minimo di 1.700/1.800 m. ad un massimo di oltre 2.150 m. Per millenni i suoi sterminati pascoli hanno nutrito le greggi che vi stazionavano nel periodo estivo, prima di migrare, attraverso i celebri “tratturi” (via naturale erbosa segnata dal passaggio dei greggi transumanti), verso il mite Tavoliere delle Puglie.
Oggi Campo Imperatore, con il suo Osservatorio Astronomico, uno dei più importanti d’Italia, ed un ricco Giardino Botanico, è una delle mete turistiche più celebri della regione e d’inverno si trasforma in località sciistica di primo piano nel panorama appenninico. Nei mesi invernali, infatti, la neve è la padrona assoluta del territorio e gli impianti sono raggiungibili solo tramite una funivia da 100 posti (inaugurata nel 1934).

Costa dei Trabocchi

Il lungo e spettacolare tratto di costa che si estende da Ortona a San Salvo, dove alle ampie spiagge di finissima sabbia dorata della riviera teramana e pescarese subentra il vario e frastagliato litorale che culmina, a pochi chilometri dal Molise, con le ripide scogliere di Punta d’Erce, è caratterizzato dalla presenza di numerose suggestive palafitte chiamate “trabocchi”.
L’origine di queste straordinarie macchine da pesca, simili a giganteschi ragni sospesi sul mare e uniti alla terraferma da traballanti passerelle di legno che resistono ostinatamente alla furia delle onde, è ignota, ma la loro presenza su questi lidi sembra sia documentata già agli inizi del XIII secolo. Ai piedi del meraviglioso promontorio di Capo Turchino, in territorio di S. Vito Chietino, si trova il celeberrimo Trabocco di Turchino, “la grande macchina pescatoria, simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano” descritta da Gabriele D’Annunzio nel romanzo ‘Il Trionfo della Morte’.
Il territorio nel quale si estende la Costa dei Trabocchi è reso ancor più affascinante dalla presenza di numerosi borghi arroccati, in uno straordinario scenario naturale ancora incontaminato, sulla sommità delle alture che dominano il litorale. Tra i centri di maggior interesse della zona, duramente segnata dai pesanti bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale, sono da catalogare l’antichissima Vasto, città d’arte di notevole interesse storico-artistico e il borgo di Rocca S. Giovanni, località inserita tra “I Borghi più Belli d’Italia”.

Santo Stefano di Sessanio

Il borgo è situato nell’entroterra abruzzese, nel parte meridionale del massiccio del Gran Sasso d’Italia, al di sotto della vasta piana di Campo Imperatore, in posizione panoramica verso la valle del Tirino da una parte e la bassa Conca Aquilana dall’altra, ad una altitudine di poco superiore ai 1200 m s.l.m..
È raggiungibile dalla strada statale 17 svoltando in prossimità di Barisciano o, in alternativa, di San Pio delle Camere, oppure da Ofena-Capestrano. Da nord è inoltre possibile arrivare al paese attraversando Campo Imperatore e superando il valico di Capo di Serre oppure da Vado di Sole (passando poi per Capo di Serre) provenendo da Castelli o Farindola. Una strada secondaria asfaltata raggiunge la parte sud-ovest di Campo Imperatore.

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